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La Salute Impaziente


9 Maggio 2005

“La salute e il welfare devono tornare centrali nell’azione politica. Senza di loro infatti non si può pensare a un futuro per il Paese”. È quanto ha dichiarato Rosy Bindi, responsabile Welfare della Margherita, nel corso della presentazione del suo libro La salute impaziente pubblicato da Jaca Book.

“Oggi nel paese - continua Bindi - si respira un clima diverso, con cui si potrà costruire una nuova stagione politica, che partendo dai punti fermi che abbiamo costruito nel nostro precedente governo, ci porterà a nuove mete e risultati”.
La strada per dare nuova forza e vitalità alla sanità passa per il welfare e il federalismo secondo la deputata della Margherita. “Certo è un federalismo diverso da quello del centrodestra - aggiunge - ma che sarà senz’altro uno dei punti principali del nostro programma. Oggi la salute degli italiani è minacciata dalle carenze di un sistema sanitario indebolito da quattro anni di Berlusconi e Sirchia”. Tre sono, secondo Bindi, le necessità del Paese a cui bisognerà dare una risposta nel prossimo futuro.

“Prima di tutto bisognerà decidere se e come affrontare veramente il problema demografico. Non ci potranno infatti essere vite nuove senza dare risposte all’invecchiamento della popolazione e risorse per l’autosufficienza. Bisognerà inoltre intraprendere una nuova politica della famiglia e apportare innovazioni al sistema del welfare. Prima di tutto sarà necessario chiarire quali sono i diritti della persona che non possono essere condizionati e intaccati dal rapporto di lavoro. Oggi abbiamo un Paese tutelato a metà. La sfida sarà quella di realizzare la flessibilità del lavoro e non la sua precarizzazione”.

Quanto al rapporto tra pubblico e privato, Bindi è stata chiara. “Nella mia riforma - prosegue - c’era un forte rispetto dei privati. So che non basta, perché oggi c’è la ricerca di un nuovo rapporto tra pubblico e privato sia nel finanziamento che nella gestione di questi fondi. E questo è un problema su cui non si possono chiudere gli occhi, soprattutto quando si sa che il 30% della spesa sanitaria privata è a carico delle famiglie. Se si decide di coinvolgere i privati negli investimenti, bisognerà predisporre delle regole ben
precise per evitare che ciò diventi una rata costante a carico della spesa corrente”. Per quanto riguarda invece le polemiche relative al caso Di Bella riaperte nei giorni scorsi dalle dichiarazioni del ministro della Salute, Francesco Storace, Bindi ha evidenziato i suoi timori che questo sia “un tentativo da parte di Storace di alzare un gran polverone per coprire i problemi della sanità e l’incapacità del governo ad affrontarli. Per questo chiedo ai giornalisti di ignorare, qualche volta, i politici quando montano dei polveroni fatti ad arte”.